Materie, una riflessione sull’intimità degli oggetti, sulla profondità delle superfici, sul processo che costituisce e decompone le cose intorno a noi e in noi. Un frammento di mondo in cui la luce e il colore scoprono pieghe, insenature, strappi che aprono a microcosmi, ritmi grafici, scritture. Come un messaggio immateriale fatto del massimo di reale, una musica interna che attraversa le materie e le fa vibrare, un ordigno nascosto che lo sguardo di ciascuno torna ad innescare.


Ferro contorto, lamiera piegata, cemento sgretolato dal tempo, dal fuoco, dall’uomo. Materie, nell’insieme operano giochi impercettibili agli occhi. Lo sguardo si avvicina, cattura le forme, le invia alla mente. La mente alla mano. La mano alla tela. Da uno squarcio, esce calore; una spaccatura si ricompone, o resta. La luce si muove. Coglie il dettaglio, la semplicità espressiva della materia, residuo dell’esistenza. Il disordine è un ordine, diverso.




















































